Anche questa volta abbiamo aperto la pagina "Cultura" di un noto settimanale italiano e registriamo alcune regolarità del nostro comportamento: improvvisamente ordiniamo al bar il vaccino antitetanica, ci interroghiamo sui modi in cui le tribù della Nuova Guinea possono insultare i possessori di I-Phone, ci sposiamo perché crediamo fermamente nel divorzio. Ci colpisce un titolo: "Cineforum Walter" e scopriamo che sono in uscita ben quattro film tratti da libri di Veltroni, attuale sindaco di Frosinone e segretario della Cosa Marrone (una formazione che si ispira a Marcinkus, Nanni Moretti e Bobo Craxi, improntata al dialogo con Gazprom senza dimenticare i maoisti tibetani). Di Franco Brogi Taviani uscirà presto "Forse Dio è malato" e Gianni Amelio ha appena finito di girare un film tratto da una delle storie di "Senza Patricio", libro di Veltroni che è risultato un best-seller nelle favelas e negli studi Mediaset. Ci onoriamo di aver intervistato Loris Fancuccia, regista che ha portato al cinema un'altra delle storie di "Senza Patricio": ecco qualche stralcio:
_Fancuccia, il Suo rapporto con la fonte veltroniana è riassumibile con il risultato di Paris SG- Le Mans, cioè 0-0?
_Walter ha una potente scrittura filmica, infatti tra le righe delle sue pagine trovi molti riferimenti alle pubblicità di automobili e di telefoni cellulari. C'è, insomma, il recupero di uno sguardo innocente sulle ingiustizie del mondo, uno sguardo così innocente che l'hanno assolto in Cassazione. Walter ha il cinema nel sangue: basti pensare che durante le riprese si è alleato con quella parte dell'UDC che vede nella proprietà privata un buon modo per avere qualche peccato da confessare.
_Fancuccia, ci può riassumere i tratti salienti di questa Sua opera, che oscilla tra la Cosa Rossa e Cosa Nostra?
_Certo: ci troviamo nei sobborghi di Monrovia e un dodicenne, che ha perso la famiglia durante un congresso sul riformismo dell'Emilia-Romagna, decide di aprire un'azienda di confetture per svelenire il clima della politica italiana. Tra mille difficoltà, riesce a fallire ma si guadagna il rispetto e l'amore di molti morti, perché il film ha una visione cruda (poco cotta, un pò al sangue) della realtà. Al dodicenne viene proposta la candidatura al Parlamento italiano, ma lui rifiuta perché tra l'amore per la famiglia e il potere sceglie le puttane. E fa bene.
_Fancuccia, la formazione cinematografica di Water Veltroni ha inciso sulla realizzazione di questa soap opera troppo corta?
_ Beh, un certo amore per il genere porno-liturgico e per Audrey Hepburn è evidente: poi Walter ha conosciuto Federico Fellini e questo si vede bene nella scena in cui il protagonista dialoga con le Brigate Rosse e con gli esorcisti del Vaticano per aprire la sua azienda di confetture.
_Fancuccia, c'è già un possibile titolo?
_Sì: o "Piccole imprese spostano i consensi", oppure "I sogni hanno troppi seggi".