Parole che escono dagli sfinteri
Leggiamo un articolo dal titolo "Vasco il Magnifico", ricavato da un imprecisato numero di un imprecisato ma diffusissimo settimanale italiano. Ci troviamo nella pagina "Cultura": sì, proprio così, Cultura, ovvero il principale cliente degli antropologi, ovvero la sostanza stupefacente preferita dalla Natura, ovvero la parolina che include usi costumi e domeniche pomeriggio senza campionato di interi popoli, ovvero quel concetto che non distingue tra la costruzione delle fogne e le ultime generazioni di scrittori pulp. Insomma, leggiamo brani sparsi:
"Pier Vittorio Tondelli descrisse la sua (di Vasco) voce da fumatore, i suoi (di Vasco) gesti vagamente schizzati, il suo (di Vasco) corpo da proletario, intuendo che dentro e dietro l'aspetto del contadino e del montanaro c'era qualcosa di più di un'apparenza".
"Era magro, capelluto, poetico, trasognato, cattivo. Adesso è grasso, pelato, tollerante. Quello che ha perso in immagine l'ha guadagnato nella passione del pubblico. Perché lo sbudellato Vasco, come lo definì Roberto D'Agostino, è riuscito in un'impresa formidabile: cioè a farsi volere da tutti, diconsi tutti, gli italiani".
"Ci si chiede come sia possibile la passione di massa per un tipo così. Poco attraente, viziato, brutto: in una parola, irresistibile. Si capisce: Vasco è una polarità semantica che riassume tutto il suo pubblico, le esistenza dei fan, le loro parole, le loro frustrazioni, consentendo a ognuno dei suoi ammiratori e ascoltatori di identificarsi con lui".
A questo punto, scattano le seguenti possibili reazioni:
Reazione 1: gonfiarsi di alcool e millantare una sifilide inesistente per apparire trasgressivi, scendere in strada e comporre con le mani il gesto che denota l'organo genitale femminile (non sto parlando del dollaro): quindi aspettare che un opinionista trovi questo gesto così contrario alla logica del potere da scriverci un'attenta recensione.
Reazione 2: andare al cinema per vedere, analizzare e commentare un film-porno dal titolo "Fenomeni di massa e intellettuali; ovvero come imparai ad amare il mutismo". Al termine della proiezione, ovvia rissa tra possessori di cattedra in "marketing pieno di idee" e possessori di cattedra in "marketing che bada alla sostanza".
Reazione 3: accendere su MTV per avere la migliore conferma di quello che dicono le ultime ricerche dell'università dello stato dell'Iowa, cioè che abbiamo abbastanza motivi per considerare il nostro pianeta come un corso di sopravvivenza (a cosa, è meglio non saperlo) scritto male e applicato peggio.
Reazione 4: siccome i mass-media e i mass-media sono due lati della stessa medaglia, diventare dei duri contestatori del sistema, adottando come modello chi suona la chitarra con gli amici la sera sulla spiaggia o chi va a puttane per riappropriarsi degli spazi pubblici, che la sola pubblicità rischia di far apparire decenti.
15 Comments:
le utopie di mtv non lasciano indifferenti migliaia di giovani pronti al suicidio di massa ovvero alla redenzione di un telecomando. gli ideali che vanno per la maggiore, sono quotati in borsa, o in qualche carcere cileno, mentre i tassi di interesse seducono forse di più che un delitto familiare discusso in tv tra preti ed ex soubrette. La coesione sociale passa attraverso uno striscione della curva nord, mentre la società civile attiva si inorridisce se nadia lioce si rifa il trucco prima di una puntata di matrix
E' orrendo
Fa cagare
Fanno cagare
Sono lerci
Sono quasi pronti per un film porno, soprattutto per quanto riguarda i doppiaggi
Sono inascoltabili
Fanno schefo
Fanno pettare
Neanche michele zarrillo mi fa così cagare
si, anche l'industria musicale alternativa ha bisogno di conferme, specie se arrivano dalla classifica ufficiale di all music. l'autorevolezza autocelebrata arrogante di un godano mi da noia, preferisco ascoltare la sigla di una televendita in loop per tutto il pomeriggio.
il rapporto quantità-qualità della merda che ho appena fatto è apprezzabile: potrei spacciarla per gorgonzola al cheese, con tanto di bollino di slowfood
a me invece "uno" dei marlene piace mentre voi mi fate cacare.
Ritengo questo post come spartiacque tra 2 mondi, e lo vritengo il più sincero epitaffio al futurismo (e all'illusione positivista di miglioramenti tecno-spirituali).
C'è in esso una carica, un'energia, una forza che inonda la razionalità e la rende bucolica, quasi astrattamente pensante al proprio orizzante.
Mentre leggevo navigavo in intuizioni meditative e convesse, come se effettivamente si stesse stagliando un nuovo modo di vedere e poi forse lambire e toccare gli eventi.
Insomma, complimenti.
una telenovela o un tg4 delle 13 mi dice molto di più sui rapporti sociali che non pagine e pagine di studiosi libertari nei contenuti quanto libertini negli atenei. dopo questa cagata rimango comunque contento in quanto studente fuoricorso
l'identità è quell'algoritmo che sostituisce a "nulla" la stringa "entusiasmo"
Ho problemi quando parlo, mi imbarazzo se sto zitto. Le notti le passo a chiedermi se quello che ho mangiato produrrà incubi oppure merda, come succede a quello che penso. Questa società, soverchiata com'è dai rapporti di potere, ricorda una rissa tra molecole.
Certo, la luce nel mondo è importante, perchè altrimenti non ci sarebbe l'ENEL. Ultimamente le opinioni circolano con tale facilità, che l'11 Settembre mi sembra sia colpa degli osservatori e degli editorialisti. Un saluto da Las Vegas.
"Ho problemi quando parlo, mi imbarazzo se sto zitto" è la frase più emozionante che abbia mai sentito in vita mia.
I miei omaggi all'onorevole sputanficchia.
http://fantacalcium.wordpress.com/
ragazzi per favore mettete il link al nostro blog del fantacalcio?
eddai...non può essere più noioso e schifoso del vostro...
penso che la mia generazione abbia avuto troppo dalla vita e mi riferisco al fatto che oggi puoi chiavare su secondlife, mentre anni fa dovevi accontentarti di un juke-box rotto. Tutto quello che è banale è anche vero, per questo nel mercato esiste un trend che favorisce il suicidio.
siamo venuti in possesso dell'ultimo testo dei marlene kuntz: lo riproduciamo:
slabbrando luce sfibrante
mi diressi al water con stupore
anche lui chiamava morte
poi finimmo a travisare Verlaine
il corpo è solo segmento di respiri
sei solo un giochino per me
quando cachi, poi spruzza chanel n.5
slabbrando luce sfibrante
è l'essenza dell'amore
chiedere un conto corrente
mi sorprendo a sfondarti il cranio
mentre c'è lo spot del nichilismo
strani odori alla tua porta
forse anche oggi mi hai pensato
tessuti orientali all'ikea
rinverdiscono la tua presenza
esiziale come un missile caricato a shampoo
slabbrando luce sfibrante.
I fatti sono tutti in coda nei corridoi dei romanzi di fantascienza, per il resto esistono solo specchi rotti e teorie malformulate, sempre e comunque succubi del buon senso comune. L'evidenza è una droga a basso costo, anche la morte è un mercato. Saluti dal Colorado.
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